Il fotovoltaico, opportunità per nuovi posti di lavoro

Pubblicato il da Lavia

L'articolo pone in relazione la doppia difficoltà che sta attraversando l'economia italiana per quanto riguarda l'occupazione e l'incentivazione di fonti energetiche rinnovabili. L'obiettivo è di sollecitare l'opinione pubblica e la politica nel considerare il doppio beneficio derivante da corretti incentivi al settore, anche in termini di occupazione.

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Secondo l’ISTAT la disoccupazione giovanile nel primo trimestre 2011 ha raggiunto quota 29,6%. Si tratta del dato più alto dal 2004.

 

È facile immaginare quante persone siano, in questi mesi, alla ricerca di una seria occupazione. È sufficiente iscriversi a uno dei tanti portali in rete, facendo però attenzione alle truffe, che qualche volta si nascondono dietro alle offerte di lavoro.

Superato quindi qualche primo ostacolo, la nostra attenzione sarebbe certamente catturata dall’ampio numero di annunci che riguardano il fotovoltaico, dalla ricerca di personale commerciale a figure tecniche per eseguire le opere.

 

Sembra non siano mai abbastanza per tale settore. Una prima considerazione ci potrebbe far pensare che questa grande richiesta sottintenda un mercato in forte espansione. Forse anche sull’onda dei risultati raggiunti con il referendum sul nucleare, svoltosi a maggio. Invece no.

 

Da più parti giunge la voce che il settore fotovoltaico in Italia non stia vivendo un grande momento, nonostante l’impegno italiano per il 2020 sia di arrivare al 17% di energia pulita prodotta. Che qualche problema ci sia, lo testimonierebbe la diminuzione dei costi degli impianti dovuti all’invenduto in magazzino. Ecco quindi la necessità di cercare un alto numero di personale commerciale che incrementi il più possibile la vendita.

A mettere in difficoltà il settore delle energie rinnovabili è il costante e snervante tiramolla che si cela dietro al possibile taglio degli incentivi per il settore. Si sono molto arrabbiati, gli operatori di settore, quando hanno appreso che nella manovra fiscale presentata da Tremonti fosse ricomparso un taglio del 30% sugli incentivi per le rinnovabili.

 

Questi incentivi sono entrati in vigore all’inizio di quest’anno con durata pluriennale e si è tentato di cancellarli una prima volta a marzo. A maggio si è raggiunto un nuovo accordo pluriennale e a giugno il Consiglio dei Ministri ha tentato nuovamente di ridurlo, generando così una gran confusione nel mercato e gelando le prospettive per possibili nuovi committenti. Ora l’auspicio di tanta parte della società è che il governo s'impegni a ridurre i tanti disoccupati, prima che gli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili.

 
 

 

 

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