I Satelliti spia "osservano" anche gli allevamenti di pescicoltura

Pubblicato il da Lavia

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Gli scienziati utilizzano anche le immagini di Google Earth per verificare i dati dei rapporti ufficiali forniti dall'industria della piscicoltura nel Mediterraneo.

Si immaginava che l'industria della pesca fosse "facile" a sottostimare la quantità di pesce allevata e pescata  nei vari impianti di itticoltura nei vari mari del mondo. 

 Di questo fatto se n'è avuto riprova attraverso uno studio condotto da scienziati, mediante l'utilizzo di immagini satellitari.

A tale scopo sono state utilizzate diverse immagini satellitari prodotte da Google Eart, nelle quali il soggetto fotografato erano zone di mare con impianti di itticoltura e zone dove era nota la forte pratica di pesca "industrializzata"   .   Lo scopo era quello di mettere a confronto, tramite un doppio controllo, i dati ufficiali rilasciati da paesi e organizzazioni con la valutazione e la stima da quanto rilevato in fotografie satellitari.

Lo studio, pubblicato recentemente, mette in rilievo le pratiche utilizzate a partire dalla ricerca delle immagini satellitari di Google Earth. In pratica si sono:

  • contati e misurati gli allevamenti ittici costieri in 16 paesi del Mediterraneo nel 2006
  •  stimata la quantità di pesce allevata e commercializzata per l'anno considerato .


Dal confronto tra le stime effettuate dall'osservazione delle immagini satellitari è risultato che che la produzione complessiva di pesce, nel Mediterraneo, era complessivamente del 30% inferiore rispetto ai dati ufficiali rilasciati dall'industria di settore, compreso i dati forniti dagli osservatori delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO). 

"Questa è una brillante applicazione dell'utilità di Google Earth per un problema come quello del contollo della produzione alimentare", ha detto Jon Erlandson, direttore del Museo di Storia Naturale e Culturale presso l'Università dell'Oregon, che non era coinvolto nello studio.  

un segnale al settore della pesca e alle industrie collegate, responsabili della pesca in tutto il mondo, che devono  fornire dati più accurati e veritieri nel segnalare i propri dati."

Pablo Trujillo, Chiara Piroddi, e Jennifer Jacquet, sono i ricercatori che lavorano presso il Centro della pesca della University of B
ritish Columbia e che hanno passato al setaccio tutta la costa del Mediterraneo rilevando un numero di impianti di itticoltura molto superior a quanto dichiarato.  

 

 

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Monica C. 02/17/2012 11:40

e naturalmente anche in questo settore si registrano delle preoccupanti irregolarità...

Lavia 02/19/2012 23:42



Davvero. Avremmo bisogno anche di notizie contrarie ..