LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - LA CENTRALITA' DEL MERCATO COMUNE: INTEGRAZIONE NEGATIVA E POSITIVA

Pubblicato il da Lavia

Come strumento per promuovere lo sviluppo armonioso delle attività economiche nell'insieme della Comunità europea fu prefigurata la REALIZZAZIONE DEL MERCATO COMUNE
(art. 2 del trattato di Roma-1957) insieme al graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri.

Lo sviluppo 'armonioso' fu però pensato insieme al riavvicinamento 'graduale' degli Stati membri, ciò comportò un doppio livello di integrazione: uno più accentuato per il mercato comune, ed uno meno per le scelte di politica economica e monetaria e che ebbero effetto contrario alla realizzazione compiuta ed effettiva del mercato comune.  Solo molto più tardi si ovvio', con l'adozione e realizzazione di una politica economica più efficace tra i cui elementi ricordiamo la politica di ricerca e sviluppo e la politica regionale, nonchè le politiche relative alla agricoltura ed alla pesca.

Allas realizzazione ed al consolidamento del mercato comune sono infatti preordinate, direttamente o indirettamente, non solo la libertà di circolazione delle merci, dei lavoratori, dei servizi,  dei capitali, ecc., ma anche
•    Il regime di libera concorrenza
•    Le politiche orizzontali quali quella dei trasporti, dell'ambiente ecc..

Più in generale si può considerare la gradualità del processo di INTEGRAZIONE,  che è poi la vera e fondamentale scelta originaria, suddiviso in due fasi:
•    il processo legato alla 'prima generazione'  del regime di liberalizzazione ha fatto prevalere soprattutto la dimensione 'NEGATIVA', dell'integrazione fra mercati ed attività economiche degli stati membri. Ciò ha corrisposto soprattutto all'eliminazione delle barriere poste dagli Stati, non importa di quale natura e con quali intenti, agli scambi di merci, persone, servizi, ecc..  Le azioni adottate per realizzare questo scopo sono consistite in una serie di DIVIETI imposti agli stati membri e relative deroghe che hanno abbracciato anche il settore che regolava laconcorrenza ed il regime di libertà deglin scambi.
•    Soprattutto a metà degli anni '80, con la pubblicazione del Libro bianco sul mercato interno e la stipulazione dell'Atto unico si è aperta la strada alla seconda generazione di integrazione 'positiva'.   Anche questa seconda generazione ha agito sugli stessi fronti della prima: quello della completa e definitiva eliminazione delle frontiere tecniche, fisiche e fiscali tra i mercati degli Stati membri e quello della armonizzazione della fiscalità indiretta considerata fondamentale ai fini dell'elimi9nazione delle distorsioni della concorrenza.   La differenza sostanziale tra le due generazioni è che la seconda ('positiva'), ha agito di più sulle MODALITA' DECISIONALI rendendole meno rigide e più adattabili alle situazioni.   Questo si è tradotto nella sostituzione del criterio dell'unanimità con quello della maggioranza in sede di consultazione, la prefigurazione per alcuni temi di uno strumento legato ad emissione di un regolamento invece di direttive, ed infine ha previsto che il Consiglio,nel caso non vi sia armonizzazione, possa far applicare il criterio del mutuo riconoscimento delle normative nazionali in determinati settori.
 

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Laura 05/28/2012 22:13

Un argomento leggerino per il lunedì sera ;-)